martedì, giugno 10, 2008

Donne del Kendo si sposano...





Tanto per cambiare, ho passato la domenica in compagnia di alcune Donne del Kendo (presenti e passate), ma questa volta il contesto era ben diverso! Manuela si e' sposata (si dice meglio tardi che mai, damigella d'onore: sua figlia Angelica di 5 anni) e cosi' abbiamo approfittato per ricordare alcuni grandi momenti delle zingarate passate! Dal 1989 (EKC di Amsterdam) in avanti abbiamo visto mezza Europa, facendo kendo insieme. Potete immaginare quanti racconti: notti passate a dormire in palestra, docce gelate, palestre disperse nel nulla, allenamenti massacranti - ma anche molte soddisfazioni, tante risate e luoghi bellissimi scoperti insieme (per non parlare di Miranda e Silvia che grazie al Kendo hanno trovato marito...).

Ho voluto ricordare con alcune vecchie foto alcuni di quei momenti: un brindisi al seminario invernale AIK 1994 a Roncadelle - le coppe vinte al Goodwill di Barcellona 1992 (Manu 1a, io 3a, Silvia nella Nazionale femminile - memorabile il suo incontro con Ingrid Benkmann...) - e la formazione tutta al femminile dell'Ittoryu Club Bologna in un lontano Kasahara: sveglia all'alba!

giovedì, giugno 05, 2008

Salonicco 2008 - ritorno dolceamaro




Anche quest'anno gli amici di Salonicco hanno invitato me e Roberto Mori a tenere un seminario di kendo di due giorni.

Quest'anno la sistemazione era ottimale: un grande centro sportivo, con un'ampia palestra dal pavimento abbastanza elastico, affiancata da albergo e ristorante. Purtroppo la piscina era ancora vuota... In questo modo abbiamo potuto sfruttare il tempo al meglio, aggiungendo asa-geiko al programma: 5 ore e mezza di pratica per due giorni, a cui si deve aggiungere il keiko condotto da Roberto la sera del venerdi'.

L'accoglienza e' come sempre molto calda - e' bello rivedere gli amici, ma d'altra parte e' triste vedere il grande ricambio soprattutto dal lato femminile... di tutte le ragazze che ho conosciuto dal 2004, solo Anna (che peraltro ha avuto serie vicissitudini di salute nel frattempo) ha resistito!

E' molto difficile cercare di costruire un certo progresso con questa dinamica - qualcuna ha lasciato per motivi professionali o fisici, qualcuna perche' non ha passato l'esame di primo kyu... il kendo femminile greco, se non appare l'inaspettato "fenomeno", ha ancora tanta strada da fare. Speriamo di poter contribuire a farne fare un po'!

mercoledì, giugno 04, 2008

Poznan alle porte!

E' giunto il momento: entro il 21 giugno ci si puo' iscrivere all'Open femminile di Poznan. Vediamo se quest'anno possiamo contare su qualche partecipante italiana! Le ragazze polacche (e in generale tutte e europee dell'Est) sono cresciute tantissimo negli ultimi anni ed e' una buona occasione per incontrarle in questo torneo (con seminario) che raccoglie partecipazioni da tutta Europa! L'accoglienza e' stata stupenda l'anno scorso e certamente non io manchero' nemmeno quest'anno.
Leggete le informazioni su

http://www.kendo-tournament.pl/index.php?lang=en

e vediamo se quest'anno alle parole seguono i fatti!

lunedì, maggio 19, 2008

Seminario a Seibersbach


Il seminario femminile tenuto da Jolanda Dekker e' stato un vero successo. Innanzitutto la localita' era davvero amena, come si dice: una bella Sportschule fra colline e boschi a poca distanza dalla valle del Reno. Questo genere di strutture, con belle sale dal pavimeto elastico con aggregato ostello di buona qualita', sono davvero difficili da trovare dalle nostre parti (Sportilia e' un bell'esempio, ma la dimensione e' davvero maiuscola se comparata al piccolo centro di Seibersbach). Monika Hecken di Coblenza ha organizzato questo seminario per 34 Donne del Kendo (la capienza massima dell'ostello). Jolanda, che ha abitato a lungo in Germania, e' stata invitata a tenere l'insegnamento per kenshi che andavano dal sesto kyu al sesto dan. Tanto per farsi un'idea dei personaggi che si incontrano in questo genere di seminari, sappiate che erano presenti due componenti della squadra tedesca (che ha vinto l'Europeo quest'anno e che e' arrivata terza ai mondiali di Taiwan) - Udagawa e Roehrbein (che al primo anno di partecipazione agli individuali femminili e' arrivata seconda - dietro un'altra tedesca - dopo una combattutissima finale ad Helsinki). Ma a parte le kenshi piu' conosciute, la partecipazione e' stata entusiasta ed energica da parte di tutte! e' bello vedere tanta concentrazione anche nelle principianti. L'insegnamento di Jolanda e' stato impeccabile: abbiamo avuto tempo per approfondire molti waza e per lavorare intensivamente su suburi e lavoro dei piedi. Per me, il jigeiko con Jolanda e' sempre un arricchimento e un ottimo test, visto che lei sta lavorando per l'esame di settimo dan (e' stata la prima europea a prendere il sesto dan, peraltro) - gli spunti interessanti non mancano mai.
Il prossimo anno si ripete! e, a parte il viaggio, il prezzo di 62 euro includeva due comodi pernottamenti e tre ottimi pasti... un capolavoro di convenienza!




giovedì, maggio 15, 2008

In transito verso il Frauenlehrgang...

Questo fine settimana viaggio verso Koblenz, iniseme a Jolanda Dekker che terra' il Seminario Femminile di cui avevo gia' scritto in passato. Faro' una cronaca al ritorno - e prometto che scrivero' di piu' riguardo al Taikai (l'ho promesso a Vanelli!).
Per rispondere a Patrizia: a Kyoto, durante i tre giorni di Enbu, i combattimenti sono stati piu' di mille (500 combattimenti su due shai-jo, Est e Ovest, significa piu' di 2000 persone...) - sesti e settimi dan donne (fra cui ad esempio la mia amica Eda Chen da Hong Kong) non erano tanti: cerchero' di fare un breve conto consultando l'incomprensibile catalogo!
Presenti e molto in forma: Noh sensei (che verra' in Italia a settembre, siete avvisate) e Sato Rie sensei (che verra' in Germania, insieme ad Horibe, a ottobre - e siete avvisate di nuovo). Contiamo pure tre signore in lungo (con Naginata, intendo).
In attesa di avere un numero piu' preciso, riporto alcuni commenti cha qualche maestro ha fatto "fuori onda": difficilmente in Giappone si vedra' tanto presto (se mai si vedra') un ottavo dan donna. La convinzione dominante e' che la componente fisica (intendendo con "fisica" un'azione corretta, ma anche potente) declini con l'eta' (diciamo dopo i 50), per le donne molto piu' di quanto non faccia per gli uomini. Potremmo dire "per le donne giapponesi", che sono generalmente piu' minute delle occidentali - in questo modo, non ci togliamo delle speranze, alla faccia del "politically correct"!
Sempre rubando un commento fuori onda: cosa ci vuole per diventare ottavo dan? semplice: un kendo perfetto (esecuzione, tecnica, occasione) e una condotta di vita "quasi perfetta" (un 80% di perfezione e' sufficiente, e' stato detto...). Quindi, siete avvisate! possiamo cominciare a lavorarci fin da ora!
Scherzi a parte, tornando a un piu' avvicinabile settimo dan femminile (avvicinabile perche' le donne settimo dan esistono, eccome!), la componente di forza fisica in qualche modo gioca un ruolo: in particolare e' irrinunciabile la capacita' di "tagliare" veramente, con una energia che la sola tecnica talvolta non permette: il semplice tocco, per quanto eseguito con buon tempo e zanshin corretto, non basta. Teniamolo a mente, ragazze, e picchiamo un po' piu' duro!

mercoledì, maggio 14, 2008

Giappone al femminile - qualche immagine...

Nella metropolitana di Osaka, la sesta carrozza di ciascun treno e' riservata alle donne. Questo evita, nelle ore di maggiore affollamento, che gli episodi di "mano morta" si moltiplichino...




In compenso, nella metropolitana di Tokyo, si invitano signore e signorine a non indulgere in attivita' di make-up piu' adeguate alle quattro mura domestiche...



In tutto il Giappone, Kitty-chan e' una eroina nazionale! la si trova in tutte le fogge, dimensioni ed abbigliamenti. Io l'adoro.



E se la vostra grande aspirazione e' quella di essere le consolatrici di stressati salarymen che cercano il conforto di una premurosa cameriera, indossate grembiulino e crestina e mandate il vostro curriculum a Moe & Shandon ad Osaka: www.moeshandon.com

Tokyo e oltre!






A Tokyo, grazie al maestro Kato, ho potuto incontrare la signora Kobayashi - che fabbrica bougu, un mestiere di solito maschile. Un'altra Donna del Kendo da conoscere! Secondo la signora (che continua una lunga tradizione di famiglia), non ci sono accorgimenti particolari per un bougu "al femminile": si tratta solo di scegliere le misure giuste (per il tare, ad esempio, che deve coprire i fianchi correttamente) e di adattare al meglio ogni singolo componente.

martedì, maggio 13, 2008

Kyoto Taikai!




Il Kyoto Taikai si svolge da 104 anni - la prima volta si tenne davanti all'Imperatore... tutto il Kendo giapponese si incontra qui - e da quando ho passato il sesto dan, non ho avuto altro pensiero che prendervi parte. Peraltro, credo di essere stata la prima donna europea a partecipare. Due minuti, un solo combattimento. Tre giorni di torneo, senza vinti o vincitori - l'importante e' mettersi in gioco, dai sesti fino agli ottavi dan.

Il combattimento piu' entusiasmante? Quello del maestro Toda, che in Nito (quindi maneggiando due spade) ha dato una dimostrazione straordinaria di eleganza, potenza ed efficacia. Impressionante.

Le temibili Donne della Naginata


E' ammessa anche la Naginata - nella foto la temibile signora Sumi!

Fumi a Osaka



A Osaka sono ospite di Fumi - e finalmente posso conoscere il suo maestro! Il maestro Fujiwara e' stato in passato molto generoso con l'AIK Budokan di Milano, sostenendoci con fasci di shinai che Fumi riportava con fatica ad ogni ritorno dal Giappone.

Un keiko viene organizzato apposta per me - e cosi' posso conoscere le temibili signore del dojo Ubusuna! Le signore (fra cui la moglie del maestro) sono delle virtuose delle arti tradizionali - dal modo di indossare il kimono, alla cerimonia del te', all'arte di suonare il koto... e di tutte queste straordinarie capacita' sono testimone in un pomeriggio "bigino", in cui tutto il meglio del Giappone tradizionale mi viene somministrato nello spazio di poche ore. Una straordinaria accoglienza!

Le signore di Tochigi e Gunma




Alla domenica un bel keiko-kai al femminile: nel Budokan di Tochigi si raccolgono signore e studentesse e anche ospiti dalla lontana Gunma! Un paio d'ore di kihon e jigeiko - con onsen e pranzo a seguire!

Keiko di famiglia ad Utsunomiya





Ad Utsunomiya (prefettura di Tochigi) sono ospite della famiglia Horibe - e per mettersi subito in movimento dopo piu' di dodici ore di volo (e due ore e mezza di pullman), Akemi organizza un keiko di famiglia: Akemi san, settimo dan di kendo, Mayumi san, sua sorella, sesto dan, Sachiko san, quarto dan e moglie di Masahiro san (il fratello di Akemi e Mayumi, settimo dan, che, ahime', e' rimasto ad Hong Kong), Rintaro chan (13 anni), figlio di Mayumi, Taroo chan (6 anni) e Shinzoo chan (4 anni), figli di Sachiko e Masahiro.
Shinzoo ha un certo amore per il dramma, perche' se gli capita di cadere (avviene abbastanza spesso), rimane immobile a terra e accetta di essere trasportato a corpo morto fuori dal campo solo se si imita a gran voce la sirena dell'ambulanza. Una scena buffissima.
Con Horibe sensei ho potuto mettere a punto gli ultimi dettagli prima dell'Enbu - un grande conforto, avere i suoi consigli!

Naginata...



Giusto pochi movimenti, tanto per non perdere l'occasione di praticare con un quinto dan... Mayumi, la sorella di Akemi, e' sesto dan di kendo, ma non pratica piu' regolarmente (per questo ho potuto prendermi qualche piccola rivincita in jigeiko, dopo 15 anni dallo shiai dimostrativo di Parigi...) - in compenso e' attivissima con la Naginata e presto sosterra' l'esame di Renshi.

Non sarebbe male avere le due sorelle in Italia per un seminario "multi-arma"...

domenica, maggio 04, 2008

Presto dal Giappone

Sono partita per il Giappone il giorno 25 aprile - e tornero` in Olanda, a casa, il giorno 9 maggio. Avro` molto da raccontare sull`esperienza giapponese 2008, sia per via della partecipazione al Kyoto Taikai (domani sara` l`ultimo giorno dell`Enbu), sia per via di tutte le fantastiche Donne del Kendo che ho incontrato qui.
Presto su questo sito:

Keiko di famiglia a Utsunomiya
Le signore di Tochigi e Gunma
Fumi a Osaka
Kyoto Taikai!
Tokyo e oltre!

martedì, aprile 08, 2008

Maria Grazia Passerella

E chi era costei?
Siamo senza dubbio un simpatico gruppo di amanti della spada, ma certamente la memoria buona non e’ la nostra principale qualita’.
Un esempio? La CIK e’ nata nel 1988, dalla confederazione fra AIK e la neonata Fenike, sono quindi 20 anni che la nostra sigla esiste. Che qualcuno ne abbia parlato, che qualcuno abbia organizzato una festicciuola? Non mi pare affatto un anniversario imbarazzante (segno’ il riconoscimento del „vero“ Kendo Italiano a livello internazionale, in una drammatica – cosi’ si narra – Assemblea IKF a Seoul), quindi piu’ che pensare a un desiderio di oblio dei nostri maggiori, ritengo si tratti di una banale dimenticanza.
D’altra parte la CIK non solo tende a dimenticare se’ stessa, con ammirevole senso del distacco, ma talvolta dimentica anche persone che per il Kendo italiano hanno fatto molto, nei modi piu’ diversi.
Maria Grazia Passerella e’ una di queste e, visto che questo blog tratta di Donne del Kendo, mi sembra il caso di spendere due parole – invitando tutti a contribuire con commenti e ricordi! Creiamo una Storia del Kendo Femminile in Italia!
La nostra MGP da Novara era, quando ho cominciato a praticare e a muovermi in giro per il nostro piccolo mondo (stiamo parlando di 23 anni fa…), un faro luminoso. Il suo Kendo era molte leghe piu’ avanti di quello di tutte le donne italiane e sicuramente piu’ avanti di molti uomini.
Non tanto alta, all’apparenza timida, silenziosa, sullo shiajo era determinata ed efficace. Sapeva muoversi, sapeva soprattutto cogliere l’occasione con implacabile precisione. Era una marziana, in un mondo di signore e signorine (me inclusa) che cercavano in qualche modo di liberarsi della sensazione che il Kendo femminile fosse di serie B (che fosse un influsso subliminale dell’ambiente? Forse era proprio vero).
MGP vinceva sempre. Garette, Tornei e Campionati Italiani – quando non lo faceva, allora si’ che diventava un avvenimento (ricordo un’ovazione per Anna Donzelli, la vincitrice “a sorpresa” sulla marziana in un lontano Campionato Italiano a Bologna – forse il primo, certamente l’ultimo della mia vita). Come tutti i troppo vincenti, certamente non attirava grandi simpatie (forse era un po’ colpa dell’entourage controverso, eh, Leo?) – ma il primo risultato importante in un Campionato Europeo lo fece lei, ad Amsterdam nel 1989, arrivando terza ai primi Campionati Individuali Femminili (all’epoca non c’era posto per le squadre … o, meglio, non ce ne erano abbastanza!). Quando decise di intraprendere la carriera di mamma, appese la shinai al chiodo. Un vero peccato! Quante ragazze avrebbe ancora potuto ispirare!
Qualcuno dira’ “allora perche’ non ricordare le mitiche sorelle Turatello?” – perse nella nebbia del mito, devo dire di non averle mai conosciute. Eppure, anche loro hanno fatto parte di quella sparuta schiera di Donne del Kendo che davvero sono state pioniere. Se qualcuno ne volesse scrivere, sarei lieta di pubblicare!
E visto che di memoria corta si parla, vorrei spendere una parola per Antonia e Angela del Musokan di Bologna – erano considerate due “azzurrabili”, per usare il termine odioso che si usava in quei tempi di nocivi cinque cerchi, cioe’ potenzialmente adatte a fare parte della Nazionale. Erano le mie senpai e sicuramente me le davano di santa ragione, magari con una tecnica non proprio ortodossa, ma che in quei tempi era abituale. Non ce l’hanno mai fatta ad “azzurrarsi”, in tempi di Passarella... Chissa’ dove saranno ora? Hanno entrambe abbandonato tanto tempo fa.
Vorrei ricordare anche la mia amica Manuela Beghelli, co-fondatrice con Miranda Spisni e me dell’Itto Ryu Club di Bologna. Nazionale (e vincitrice del Good Will femminile di Barcellona nel 1992), 4o dan, aveva una eleganza naturale che assieme alla grinta l’avrebbe portata lontano… rimpiango ancora che abbia lasciato il Kendo – anche dovendo scegliere fra l’integrita’ del proprio collo e la continuazione della sua bella pratica: ho sempre ammirato la scioltezza e la facilita’ dei suoi progressi negli anni. Un vero peccato dover fermarsi!
Lucia Bramini, irriducibile Bergamasca, fu piu’ volte in Nazionale: faceva la giramondo del Kendo assieme a Patrizia Adosini e Silvia Pezzotta. Prima di un incidente causato da uno sconsiderato, era presentissima ed attiva. Oggi si dedica all’Aikido, ma anche il suo contributo non va dimenticato. Piu’ d’uno in giro per l’Europa (cito Wolfgang Demski e John Howell, che costantemente chiedono sue notizie e mandano i loro saluti) si ricorda bene il suo sorriso e la sua timidezza (fuori dal dojo…).
Una parola, l’ultima, pur sapendo che ho tralasciato tante altre Donne del Kendo del passato (ma, ripeto, l’invito per chi ricorda e’ di farsi avanti, di mandare foto e di scrivere!), la vorrei spendere per Anna Donzelli, del Mu Mun Kwan Milano. Allieva del Maestro Kim, ma carissima amica prima di tutto. Soffriva talvolta di emicrania (ma diciamo che non era sorprendente, vista la nota energia dei componenti del dojo…), ma la sua dedizione era straordinaria! Fare Kendo con lei era un’esperienza piacevole e impegnativa, aveva davvero tante possibilita’ di crescere. Ci scrivevamo lunghe lettere (niente e-mail all’epoca), raccontandoci le nostre avventure di Kendo, i nostri dubbi e le nostre speranze. Conservo ancora le sue lettere, ma purtroppo ho perso lei. Chissa’ se stara’ bene, se pensa ogni tanto a chi l’ha conosciuta con la shinai in mano, visto che ci sono stati tanti momenti belli. Spero proprio che sia cosi’.

venerdì, aprile 04, 2008

Colonia!


Visto che per lavoro mi sposto frequentemente dall'Olanda alla Germania, ovviamente cerco ogni occasione per praticare con gli amici. In particolare, a Colonia c'e Rene' Fuehren, vecchia conoscenza (abbiamo fatto Kitamoto 1995 insieme) e attualmente orgoglioso Team Manager della Nazionale Tedesca. Ma non e' certo l'unico amico: Roland Niewerth e' stato a lungo in Nazionale in passato, mentre Dominik Christ e' uno dei giovani leoni del presente. A Colonia si allena anche Monika Kraemer, 5o dan, che purtroppo non era presente a questo allenamento, ed anche lei e' stata membro della Nazionale. Che dire, un dojo davvero blasonato!

martedì, marzo 25, 2008

Helsinki 2008





Ed un altro Campionato Europeo e' passato... vorrei dire, come al solito, le ragazze hanno fatto vedere di essere ai massimi livelli del kendo europeo. Terzo posto per la squadra e un meritato Fighting Spirit per Angela!

Per me e' stato un Campionato estremamente... ispirante! Ho potuto vedere l'intera manifestazione con occhi molto diversi - ed ho raccolto qualche interessante dato che secondo me dovrebbe dire qualcosa di piu' che il puro folklore del Campionato...

Arbitraggio






Fare l'arbitro ad un Campionato Europeo e' certamente una esperienza straordinaria. Li' per li' non ci si rende conto quanto diverse sono le cose, viste con due bandierine in mano.

Prima di tutto il mondo inizia e finisce nel tuo shaijo - e' difficile, anzi impossibile, rendersi conto di cosa succede sugli altri campi di gara. La concentrazione e' quasi ininterrotta - anche quando si siede, si cerca comunque di seguire cosa succede, si cerca di capire se al turno successivo un arbitro della terna e' da sostituire o se occorre uno spareggio... si puo' certamente dire che questo non e' diverso da quello che deve succedere arbitrando anche una manifestazione fra quattro amici, ma in un Europeo la pressione e' certamente maggiore - in particolare se e' la prima volta che ci "lavori" e non conosci gli altri arbitri della tua squadra: e che debba essere un lavoro di squadra, e' evidente. Quando il ritmo dei combattimenti e' cosi' elevato, tre arbitri sono appena sufficienti per seguire gli eventi! Bisogna comunque affidarsi agli occhi ed al giudizio degli altri componenti della terna.

Ancora sono sotto l'effetto di quello che ho visto sullo shaijo - sono flash di decisioni, prese o non prese: il fantasma di un gyaku-do che continua a perseguitarmi, un debana kote cosi' veloce da non poter essere nemmeno VISTO, uno tsuki per cui la bandierina ha impiegato un secolo a salire... tutto continua a riproporsi con inquietante persistenza, mi domando quanto tempo ci vorra' perche' le immagini comincino a recedere.

Certamente e' una esperienza preziosa, un modo diverso di fare kendo, cercando costantemente di entrare nella testa di due persone, per capire la loro prossima mossa, il loro prossimo passo. Assolutamente da provare.

I nudi fatti



Un trend abbastanza chiaro si sta delineando nel kendo Europeo - non entro in interpretazioni, mi limito a portare i nudi fatti.

Finlandesi e Tedeschi si sono allenati insieme.

Polacchi e Cechi hanno fatto tre giorni di seminario congiunto - tutti i componenti delle varie Nazionali (junior, femminile, maschile) hanno partecipato.

Le "nuove" nazioni hanno allenatori provenienti dalle "vecchie" nazioni: Jeff Humm per la Lituania e Joerg Potrafki per la repubblica Ceca, per citare i primi due nomi.

Il Reponsabile Tecnico della Turchia, Sipahi, ha passato un anno alla International Budo University.

Uno dei membri della Nazionale Olandese, Jansen, vive e si allena in Giappone (e si e' visto). Gli Olandesi, di regola, partecipano ai principali tornei tedeschi. L'Olanda, fra l'altro, ha elaborato un programma pluriennale di sviluppo, con il quale conta di arrivare ai vertici Europei nel giro di qualche anno.


Che stia succedendo qualcosa? forse mettere il naso fuori dai confini di casa potrebbe servire a qualcosa, prima che le "nuove" nazioni imparino troppo bene la lezione... non e' necessario certamente andare lontano: basta essere noi ad invitare gli altri! La Svizzera? basta una giornata di allenamento con Kimura per accendere l'ispirazione. L'Austria? sono incredibilmente cresciuti! La Croazia? nuova nazione di sicuro, ma ho arbitrato un incontro di un croato che non si muoveva certo come un novellino! La Francia? Se non sbaglio e' un Paese confinante in cui fanno kendo!
E se le ragazze sono la nostra punta di diamante - perche' accontentarsi? perche' tutti i seminari femminili di Germania (ce ne sara' uno anche a maggio) o i tornei dell'Europa dell'Est (Poznan e' a fine giugno) non vedono mai una italiana? In un momento di transizione come questo, possibile che il massimo a cui aspirare sia la coppetta nel Torneo de Noantri sotto casa? Agli individui, alle individue, ma anche alla direzione tecnica italiana, la risposta!