mercoledì, settembre 02, 2009
martedì, settembre 01, 2009
Squadre - pensieri in libertà.
Durante il Sayonara Party, dopo che le ballerine di samba avevano lasciato la scena, il maestro Inoue era in vena di commenti - non sulle piume delle mulatte, bensì sul lavoro che la squadra giapponese aveva svolto: ma non ha parlato di ippon o dei singoli competitori. "Io sono solo un umile contributore", diceva, "il mio merito è stato solo quello di creare un'unica squadra: shiai-sha, managers, dirigenti AJKF, persino il medico - questa vittoria è stata di tutti!". Il medico è stato un'addizione recente, ma Inoue ha voluto includere proprio tutti, in un unico sforzo collettivo. La strategia, evidentemente in qualche misura diversa da quella del passato, ha pagato.
Cosa rende un gruppo di shiai-sha una squadra? non è una domanda infrequente, visto che in fondo si tratta di cinque individui che combattono singolarmente. Basta avere i 5 più forti e si vince. Certamente è così, ma quando non si dispone dei 5 fenomeni in grado di vincere sempre e comunque, allora la composizione della squadra diventa un fattore determinante - e così il ruolo del coach diventa quello del direttore d'orchestra: non servono solo i solisti e i virtuosi, ma anche gli esecutori affidabili - non le star, ma quelli disponibili a rinunciare al ruolo di primadonna per servire un bene più grande. I pareggiatori, i perdenti per un ippon, i temporeggiatori - tutte categorie alle quali non si vorrebbe mai appartenere, ma che servono al proposito più alto di far vincere la squadra, rinunciando al proprio ego e alla propria vanità. Sono gli strumenti di accompagnamento, ma senza di loro l'orchestra non saprebbe produrre musica.
A chi appartiene la Nazionale? non ai singoli competitori, non al direttore tecnico. Io la mia risposta ce l'ho, da quando in Nazionale c'ero pure io. Nemmeno mi aspetto che la visione sia condivisa, ma sono certa che la nostra Nazionale appartenga a tutti i kenshi italiani. Si può sempre discutere se questa "appartenenza" venga davvero sentita da chi pratica kendo in Italia. Dei nostri 2200 iscritti, solo una minoranza ha mai fatto shiai o pensa che lo shiai sia qualcosa che riguardi la propria pratica. Di tutti coloro che si cimentano, regolarmente o sporadicamente, in combattimenti arbitrati, solamente minoranza è interessata alla Nazionale o agli eventi a cui partecipa una selezione italiana.
In tanti anni di pratica anche politica ho avuto modo di verificare che ciò che fa la Nazionale, invece, ha grande impatto sulla vita di tutti i kenshi italiani. E' attraverso la partecipazione agli eventi Europei e Mondiali che l'Italia ha guadagnato il ruolo di "terra del Kendo" ambita da tanti maestri internazionali, che nel corso della nostra storia hanno aiutato a crescere tutti i praticanti (e certamente non solo quelli della Nazionale).
Sarebbe bello che questa nozione fosse condivisa da tutti, indipendentemente dalla propensione alla competizione dei singoli. La Nazionale assorbe una considerevole porzione del budget confederale, ma il ritorno dell'investimento è per tutti. Quindi sarebbe doveroso aspettarsi dai kenshi italiani un supporto, se non appassionato, almeno bene informato.
E' anche vero che in quanto kenshi italiani abbiamo "diritto" anche a qualcosa dalla nostra Nazionale. Magari la vittoria, certamente il miglior rendimento possibile, compatibilmente con il "materiale umano" a disposizione, e soprattutto il massimo impegno da parte di tutti, al di là dell'ego dei singoli. Non una "macchia azzurra", quanto un gruppo che può essere additato come esempio per sincerità, generosità e desiderio di fare bene - non solo per sè stessi, quanto (bisogna dirlo anche se non è di moda) per l'Italia.
Ho provato davvero piacevole passare tempo con la squadra olandese. Le ragazze hanno ben figurato, alla squadra maschile non è andata altrettanto bene: purtroppo un paio di errori di condotta hanno impedito l'uscita dalla poule. I ragazzi si sono sentiti davvero responsabili e hanno accusato duramente il colpo.
Apprezzo molto l'atmosfera che si respira all'interno della squadra olandese: rispetto, stima reciproca e supporto, in alcuni casi vera e consolidata amicizia - il buon umore e la battuta spiritosa non mancano, ma non si avverte nè scherno, nè bullismo. Tutti si preoccupano per gli altri e sono pronti a dare il proprio appoggio, nelle piccole o nelle grandi cose.
La squadra ha raddoppiato gli incontri di pratica nell'ultimo anno e ha frequentato i principali tornei in Europa. Il Mondiale è archiviato, ma l'impegno e il rapporto costruito pagheranno sicuramente per i prossimi Europei.




Cosa rende un gruppo di shiai-sha una squadra? non è una domanda infrequente, visto che in fondo si tratta di cinque individui che combattono singolarmente. Basta avere i 5 più forti e si vince. Certamente è così, ma quando non si dispone dei 5 fenomeni in grado di vincere sempre e comunque, allora la composizione della squadra diventa un fattore determinante - e così il ruolo del coach diventa quello del direttore d'orchestra: non servono solo i solisti e i virtuosi, ma anche gli esecutori affidabili - non le star, ma quelli disponibili a rinunciare al ruolo di primadonna per servire un bene più grande. I pareggiatori, i perdenti per un ippon, i temporeggiatori - tutte categorie alle quali non si vorrebbe mai appartenere, ma che servono al proposito più alto di far vincere la squadra, rinunciando al proprio ego e alla propria vanità. Sono gli strumenti di accompagnamento, ma senza di loro l'orchestra non saprebbe produrre musica.
A chi appartiene la Nazionale? non ai singoli competitori, non al direttore tecnico. Io la mia risposta ce l'ho, da quando in Nazionale c'ero pure io. Nemmeno mi aspetto che la visione sia condivisa, ma sono certa che la nostra Nazionale appartenga a tutti i kenshi italiani. Si può sempre discutere se questa "appartenenza" venga davvero sentita da chi pratica kendo in Italia. Dei nostri 2200 iscritti, solo una minoranza ha mai fatto shiai o pensa che lo shiai sia qualcosa che riguardi la propria pratica. Di tutti coloro che si cimentano, regolarmente o sporadicamente, in combattimenti arbitrati, solamente minoranza è interessata alla Nazionale o agli eventi a cui partecipa una selezione italiana.
In tanti anni di pratica anche politica ho avuto modo di verificare che ciò che fa la Nazionale, invece, ha grande impatto sulla vita di tutti i kenshi italiani. E' attraverso la partecipazione agli eventi Europei e Mondiali che l'Italia ha guadagnato il ruolo di "terra del Kendo" ambita da tanti maestri internazionali, che nel corso della nostra storia hanno aiutato a crescere tutti i praticanti (e certamente non solo quelli della Nazionale).
Sarebbe bello che questa nozione fosse condivisa da tutti, indipendentemente dalla propensione alla competizione dei singoli. La Nazionale assorbe una considerevole porzione del budget confederale, ma il ritorno dell'investimento è per tutti. Quindi sarebbe doveroso aspettarsi dai kenshi italiani un supporto, se non appassionato, almeno bene informato.
E' anche vero che in quanto kenshi italiani abbiamo "diritto" anche a qualcosa dalla nostra Nazionale. Magari la vittoria, certamente il miglior rendimento possibile, compatibilmente con il "materiale umano" a disposizione, e soprattutto il massimo impegno da parte di tutti, al di là dell'ego dei singoli. Non una "macchia azzurra", quanto un gruppo che può essere additato come esempio per sincerità, generosità e desiderio di fare bene - non solo per sè stessi, quanto (bisogna dirlo anche se non è di moda) per l'Italia.
Ho provato davvero piacevole passare tempo con la squadra olandese. Le ragazze hanno ben figurato, alla squadra maschile non è andata altrettanto bene: purtroppo un paio di errori di condotta hanno impedito l'uscita dalla poule. I ragazzi si sono sentiti davvero responsabili e hanno accusato duramente il colpo.
Apprezzo molto l'atmosfera che si respira all'interno della squadra olandese: rispetto, stima reciproca e supporto, in alcuni casi vera e consolidata amicizia - il buon umore e la battuta spiritosa non mancano, ma non si avverte nè scherno, nè bullismo. Tutti si preoccupano per gli altri e sono pronti a dare il proprio appoggio, nelle piccole o nelle grandi cose.
La squadra ha raddoppiato gli incontri di pratica nell'ultimo anno e ha frequentato i principali tornei in Europa. Il Mondiale è archiviato, ma l'impegno e il rapporto costruito pagheranno sicuramente per i prossimi Europei.
lunedì, agosto 31, 2009
"Maestro, e´ domenica!"
Quando il maestro Inoue mi racconto´ di essere stato scelto come delegation leader per il Mondiale di San Paolo, oltre a fargli immediatamente le congratulazioni, non potei fare a meno di dirgli, "Maestro, sara´ un grande ritorno!". All´época, dopo la bruciante sconfitta di Taipei, alla quale avevo assistito proprio insieme a lui, era un augurio, piu´ che una certezza, ma dopo qualche giorno il maestro mi invio´una mail e mi scrisse che "A Great Return" era una espressione che gli era proprio piaciuta e che aveva deciso di farla adottare come motto della squadra.
Abbiamo scherzato piu´ volte su questo Grande Ritorno, nei tre anni successivi: il maestro mi raccontava del lavoro duro che stavano facendo e ad aprile di quest´anno, a Osaka, durante i Campionati Interprefetturali, mi aveva indicato Teramoto, facendomi capire chiaramente che molta della strategia si basava su di lui (Osaka vinse il Campionato, per la cronaca).
Venerdi´ scorso Teramoto ha vinto i Campionati individuali. Al termine della gara, sono andata a congratularmi con il maestro: "Maestro, mi faccia fare una foto di un un uomo felice!" "No, no, aspetta domenica!".
Sabato le giapponesi ha dominato nella competizione individuale e in quella a squadre. Al termine della giornata, dopo le congratulazioni al maestro Kanzaki, che era responsabile della squadra femminile, sono tornata da Inoue: "Maestro, complimenti, mi faccia fare una foto di un uomo felice!" "No, no, aspetta domenica!".
Domenica e´ arrivata - e´ stato bello essere in vantaggio sul Giappone per lo spazio di due incontri - ma il Giappone ha macinato noi, il Canada, la Corea, gli Stati Uniti. Quando l´último incontro e´ terminato, ho cercato Inoue di nuovo. Quando mi ha visto mi ha abbracciato e nell´órecchio mi ha detto: "Dopo tre anni... finalmente un Grande Ritorno!". "Maestro, oggi E' domenica!" Ho fatto la mia terza foto, ma questa volta piangevamo tutti e due.
Abbiamo scherzato piu´ volte su questo Grande Ritorno, nei tre anni successivi: il maestro mi raccontava del lavoro duro che stavano facendo e ad aprile di quest´anno, a Osaka, durante i Campionati Interprefetturali, mi aveva indicato Teramoto, facendomi capire chiaramente che molta della strategia si basava su di lui (Osaka vinse il Campionato, per la cronaca).
Venerdi´ scorso Teramoto ha vinto i Campionati individuali. Al termine della gara, sono andata a congratularmi con il maestro: "Maestro, mi faccia fare una foto di un un uomo felice!" "No, no, aspetta domenica!".
Sabato le giapponesi ha dominato nella competizione individuale e in quella a squadre. Al termine della giornata, dopo le congratulazioni al maestro Kanzaki, che era responsabile della squadra femminile, sono tornata da Inoue: "Maestro, complimenti, mi faccia fare una foto di un uomo felice!" "No, no, aspetta domenica!".
Domenica e´ arrivata - e´ stato bello essere in vantaggio sul Giappone per lo spazio di due incontri - ma il Giappone ha macinato noi, il Canada, la Corea, gli Stati Uniti. Quando l´último incontro e´ terminato, ho cercato Inoue di nuovo. Quando mi ha visto mi ha abbracciato e nell´órecchio mi ha detto: "Dopo tre anni... finalmente un Grande Ritorno!". "Maestro, oggi E' domenica!" Ho fatto la mia terza foto, ma questa volta piangevamo tutti e due.
Il sole sorge di nuovo ad oriente
Il mondo e´tornato come prima. Il cielo e´ blu, gli oggetti cadono verso terra, il giorno e la notte si alternano. OK, e´un pensiero rassicurante. E il Giappone ha vinto il Campionato del Mondo. Non vinto, dominato. Kendo bellissimo, semifinale e finale senza alcuna ombra. Tutto e´tornato come era, possiamo respirare di nuovo.
Ma ovviamente la storia e´andata avanti lo stesso. Provo la massima simpatia per la Corea, perche´davvero il terzo posto non le rende giustizia. Ma questo e´ stato lo scherzo del tabellone: in semifinale si sono trovati con un Giappone come non si vedeva da un po´: oserei dire, il pathos di Glasgow, con il minuto Eiga che vince contro l´ímponente Kim, ci e´proprio mancato, qui. Teramoto e´ stato il simbolo della superiorita´ ritrovata: ippon magistrali che rimangono a lungo negli occhi.
E cosa vogliamo dire dell´Italia che parte vincendo il primo incontro due ippon a zero, proprio su questo Giappone? Quali altre parole si possono trovare per Fabrizio? Come commentare la prestazione della squadra maschile? Walter (il merito lo do a lui, al di la´delle prestazioni degli individui) ha saputo modulare la sinfonia in modo magistrale: con gli strumenti che aveva, ha saputo tirare fuori il massimo risultato possibile, mentre i singoli si sono meritati l´ammirazione di tutti. Torniamo dal Brasile da vittoriosi.
domenica, agosto 30, 2009
E fanno due...
E anche Mirial ci ha dato la soddisfazione di vedere un bel kendo determinato! Fighting Spirit Numero Due del Mondiale! grande incontro contro l´Aoki (Mirial ci ha speso tutto) - e poi purtroppo fine rapida e indolore con la giapponese che casualmente ha finito per vincere il Mondiale. Brava Mirial, una bellissima conferma, come se ce ne fosse ancora bisogno!
Le ragazze della squadra meritano un capitolo a parte - l´incontro con le coreane e´valso il viaggio - due ippon bellissimi (Angela e Lauretta!), peccato soccombere dopo con le francesi. Ormai si erano bruciate tutte le candele della notte...
Domani i ragazzi. Mani che prudono per alcuni, per altri desiderio di replicare la giornatona di Fabrizio!
venerdì, agosto 28, 2009
Previsioni e revisioni
La giornata degli individuali maschili ha aperto i Campionati con la consueta cerimonia di apertura (con live band che ha eseguito svariate battute dell´inno nazionale brasiliano). I nostri ragazzi (Boscarol, Filippi e i fratelli Mandia) si sono cimentati con alterne fortune - purtroppo un solo partecipante usciva da ciascuna poule e non era ammesso l´hikiwake (si passava necessariamente all´encho), quindi l´unico modo per uscirne era vincere, senza se e senza ma.
Chi non ha di certo seminato congiunzioni e´stato Fabrizio Mandia. Ha liquidato (non riesco a trovare un altro termine) gli avversari della poule - anche David Castro, per citare il piu´noto, ha ceduto a due ippon a zero con impressionante rapidita´. Il primo incontro di eliminatoria con l´úngherese Dubi - non esattamente un novellino, anzi. Fabrizio ha tirato con una maturita´ed una efficienza che io trovo... rassicuranti (nel senso che quando Fabrizio entra in questo "Budapest mode", non devo piu´preoccuparmi: non puo´fare altro che vincere, basta angoscie!).
Poi il turno del jodan finlandese - ostico (a causa del jodan), ma di nuovo Fabrizio ha fatto sembrare tutto semplice - e via.
Infine (purtroppo questa storia ha una fine) il coreano Choi - impressionante: sembra di vedere un esercizio allo specchio - o due gemelli in blu e bianco: una grande prova, una estrema padronanza... e il coreano si e´probabilmente trovato a domandarsi chi fosse costui! si e´arrivati all´encho ... e purtroppo al (bel) kote del coreano. Fine della storia, ma non e´stato davvero difficile prevedere un bel Fighting Spirit. Meritatissimo, anzi, doveroso - e come ho detto a Fabrizio, non tanto per il numero di vittorie, ma per il modo imperioso di ottenerle. Quanto mi piace Fabrizio nel suo "Budapest mode!".
A questo punto, si impone una riflessione. Io credo in poche cose, ma certamente un fede ce l´ho: credo che nel kendo sia impossibile mentire su di se´quando si ha una shinai in mano. Il combattimento e´rivelatore: il gradasso, il candido, l´infido, il generoso - tutti rivelano il proprio vero se´quando indossano il men, tanto e´vero che quando incontro qualcuno che fuori dallo shiaijo e´diverso da come e´dentro, non ho dubbi: sta simulando FUORI. La vera anima la si scopre nello shiajo. E qui mi dico: se Fabrizio sa tirare cosi, si tratta di sicuro di un genio in incognito... un giorno, quando sara´pronto, scrivera´la nuova teoria della relativita´. Non farci aspettare troppo, Fabri!
giovedì, agosto 27, 2009
Dopo un giorno da turista...
Ieri e´stato il mio giorno in azzurro, oggi e´il mio giorno in arancione.
Ieri mattina ho seguito la pratica della Nazionale e come ho scritto ho visto tutti bene in forma. Nel pomeriggio abbiamo avuto l´ ardire di fare un po´i turisti, ma l`´effetto non e´stato granche´` (mi scuso per accenti e apostrofi fuori posto, ma la tastiera brasiliana lavora un po´cosi´come le pare).
Abbiamo preso 4 taxi e ci siamo diretti verso la cattedrale... mmm, non il posto piu´rassicurante sulla faccia della terra. La piazza sembrava la corte dei miracoli e nonostante la presenza della polizia abbiamo preferito tagliare velocemente la corda. Da annotare i bei mosaici della cattedrale raffiguranti San Paolo e la Madonna... fatti nientepopodimenoche da artigiani ravennati.
Certo essere una enorme macchia azzurra semovente non aiuta a passare inosservati, quindi abbiamo preferito scappare verso la strada dello shopping. Esiste nulla di piu´rassicurante di un Emporio Armani? oggettivamente ci si sente grati di un po´di globalizzazione, in questi casi... forse saremo vittime della pubblicita´negativa, ma certo San Paolo non fa nulla per smentirla. Il senso di sicurezza che abbiamo in hotel e´un difficile da ritrovare solo un isolato piu´in la´...
Oggi probabilmente replichero´il tour con gli amici olandesi - certo essere una enorme macchia arancio semovente non aiuta a passare inosservati...
mercoledì, agosto 26, 2009
In diretta da San Paolo del Brasile
Oggi primo allenamento della Nazionale - energico e promettente; non riesco a scaricare le foto in diretta, ma al ritorno potro´ documentare la trasferta.
Hotel molto bello, ma la sensazione e´un po´quella di essere in galera: bodyguards e custodi un po´ovunque e la zona in cui si trova la palestra per il riscaldamento a quanto pare non e´delle piu´invitanti: filo spinato e reti elettriche intorno alle case... e le guardie del corpo che seguono le squadre non ti mollano mai.
Non si puo´dire che l´organizzazione non si sia data pena per la sicurezza...
lunedì, giugno 08, 2009
In Germania, gia' dai tempi belli in cui ci abitavo io, c'e' la tradizione di invitare un maestro (un settimo dan selezionato dalla ZNKR) che, rimanendo in origine per ben 6 mesi, girava per i diversi Laender occupandosi della Nazionale e dello sviluppo della pratica.
Ora e' sempre piu' difficile avere un maestro per tanto tempo (i maestri ora rimangono per un paio di mesi e si possono concentrare solo sulla Nazionale), ciononostante la DKeB ha costruito in questo modo tanti rapporti duraturi con molti maestri - che nel tempo hanno anche passato l'esame di ottavo dan. Di solito poliziotti, qualche volta professori - alcuni molto amati, altri assolutamente incompresi o detestati, hanno creato il panorama del kendo tedesco degli ultimi venti, trenta anni.
Due maestri del passato, Sato Yasuji e Igarashi Takanori, hachidan kyoshi, sono tornati per un bel seminario organizzato dal Loewen Dojo di Braunschweig - dojo blasonatissimo, che vanta settimi e sesti dan, presidenti federali passati e presenti e membri della Nazionale.
Mi considero onorata di godere dell'amicizia della famiglia Demski, che mi ha cortesemente ospitato - ed e' stato molto bello partecipare ad un seminario pieno di amici (alcuni che non vedevo dai lontani tempi del mio soggiorno tedesco) e di nuove conoscenze (tanti bei ragazzoni della Nazionale, pieni di energie e con un kendo veloce, pulito ed intelligente). L'organizzazione e' stata, manco a dirlo, tedesca e il clima costruttivo e certamente entusiasta.
Un gran bel seminario - uno di quelli che ti rinconcilia con il mondo e ti illumina la vita, e non parlo solo della pratica...
lunedì, marzo 09, 2009
Campionati Italiani 2009
Roma e' sempre Roma...
mercoledì, febbraio 11, 2009
Bruxelles 2009
La nostra blogger preferita, Castelli ti odio, mi chiede due righe di resoconto della missione ammazza dan a bruxelles di pochi giorni fa.
Con zelo...obbedisco!
Vogliamo parlare del seminario arbitrale più palloso del pianeta?
- Non credo proprio...
Vogliamo allora parlare di come ci si fa "segare" agli esami di kendo?
- Manco morta...
Bene, eccomi dunque suggerire altri temi, come ad esempio
- I bei ragazzi presenti... e qui non sarebbe proprio una parentesi tonda, più una graffa potente!!
- Le cene fuori dall'orrendo ADEPS, da jasmina e al "Au Diable Vauvert" (dove INCREDIBILE ti fanno fumare dentro)
- Delle nottate a sudare sulla cerata anti-macchia (????) dell'adeps
- Dello gnomone che ti rincorre per i 2 euro e 70 che gli devi da 2 giorni e che poi scappa a gambe levate quando gli ricordi che sono 5 anni che aspetti il tuo diploma da fottuto 5°dan... visto che ancora ti servirà per un pò, purtroppo!!
- Della Livolsi, che ti umilia dicendo che russi come una locomotiva e poi ti chiede perdono perché era quella del letto a castello di sopra che segava tronchi e meno male che c'era la Dona a difenderti...
- Della Betta che è arrivata non si sa da dove, ha preso il suo sanissimo 3°dan e come è giunta è pure sparita... una DEA!!
- Di Lancini, che ha ricevuto in regalo una bottiglia di vino spagnolo ed è stato obbligato a dividerlo con noi nella camera 414
- Ed infine... del 4.
Del 4 bisogna proprio parlare perché è il numero più bastardo dell'universo, 4 ore di ritardo del mio volo, 4°dan non passato, camera 414 e 424 e numeri 614 e 604 segati all'esame...
Certa di avervi fatto cosa gradita, vi invito tutti a riflettere su quanto, comunque, valga sempre la pena spendere centinaia di euro per passare 4 (quattro???) giorni con gli amici a far finta di fare kendo.
Vostra
Papakkio
Con zelo...obbedisco!
Vogliamo parlare del seminario arbitrale più palloso del pianeta?
- Non credo proprio...
Vogliamo allora parlare di come ci si fa "segare" agli esami di kendo?
- Manco morta...
Bene, eccomi dunque suggerire altri temi, come ad esempio
- I bei ragazzi presenti... e qui non sarebbe proprio una parentesi tonda, più una graffa potente!!
- Le cene fuori dall'orrendo ADEPS, da jasmina e al "Au Diable Vauvert" (dove INCREDIBILE ti fanno fumare dentro)
- Delle nottate a sudare sulla cerata anti-macchia (????) dell'adeps
- Dello gnomone che ti rincorre per i 2 euro e 70 che gli devi da 2 giorni e che poi scappa a gambe levate quando gli ricordi che sono 5 anni che aspetti il tuo diploma da fottuto 5°dan... visto che ancora ti servirà per un pò, purtroppo!!
- Della Livolsi, che ti umilia dicendo che russi come una locomotiva e poi ti chiede perdono perché era quella del letto a castello di sopra che segava tronchi e meno male che c'era la Dona a difenderti...
- Della Betta che è arrivata non si sa da dove, ha preso il suo sanissimo 3°dan e come è giunta è pure sparita... una DEA!!
- Di Lancini, che ha ricevuto in regalo una bottiglia di vino spagnolo ed è stato obbligato a dividerlo con noi nella camera 414
- Ed infine... del 4.
Del 4 bisogna proprio parlare perché è il numero più bastardo dell'universo, 4 ore di ritardo del mio volo, 4°dan non passato, camera 414 e 424 e numeri 614 e 604 segati all'esame...
Certa di avervi fatto cosa gradita, vi invito tutti a riflettere su quanto, comunque, valga sempre la pena spendere centinaia di euro per passare 4 (quattro???) giorni con gli amici a far finta di fare kendo.
Vostra
Papakkio
giovedì, febbraio 05, 2009
Edo Cup Amsterdam!
No, non si tratta del Facchi Memorial...
Una bella giornata di kendo - 27 squadre da tre, tre shiajo. Le ragazze olandesi hanno pochissime competizioni riservate a loro - di solito partecipano ai tornei individuali e a squadre in assoluta parita' con i ragazzi. I risultati sono decisamente all'altezza. La stessa cosa si verifica anche nei grandi tornei tedeschi (si veda ad esempio il 3W di Mainz), dove le distinzioni sono basate sull'eta' o sul grado, ma non sul sesso. Interessante, no?
In particolare all'Edo Cup hanno partecipato parecchie squadre belghe - alcune molto giovani, ma impressionanti sotto il profilo tecnico. Gran bel kendo!
In finale ha prevalso 2 a 1 il Museido Amsterdam (Wouters, Minnaert - che si e' sposato il giorno dopo - Van Bijnen) sulla squadra belga del Kojika di Gent (Buysse, Van Doort, Haeke) - Wesley ha vinto l'incontro della bandiera con uno tsuki e un kote spettacolari.
Dal punto di vista dell'arbitraggio, una bella esperienza (in compagnia di altri quattro arbitri internazionali, cosa che aiuta sempre!), impegnativa ed emozionante come al solito!
domenica, dicembre 07, 2008
Una coppia di amici dall'Ungheria


Chiunque abbia avuto occasione di frequentare a vario titolo (competitor, arbitro, coach) i Campionati Europei non puo' non conoscere Barbara Kiraly e Gabor Erdelyi - pluricampionessa lei, campione lui, da anni sono membri della squadra ungherese. Grazie a Facebook, le loro foto di nozze hanno fatto un po' il giro del mondo - si sono sposati tre anni e mezzo fa e ora aspettano il loro primo bebe' - nascera' ad aprile. C'e' da domandarsi se l'ereditarieta' conta qualcosa, nel kendo...
giovedì, novembre 20, 2008
I miei ragazzoni crescono!
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